Quel pasticciaccio brutto delle FS

mercoledì 20 agosto 2008

 

Le FS licenziano un macchinista che parlava troppo di certi problemi agli Eurostar spezzatisi in due per ragioni che ancora oggi il pubblico generale non riesce a capire.

Una vicenda che, dal punto di vista della comunicazione, è una tale serie di errori che, se fossero una vera azienda privata, e non un carrozzone pubblico finta SpA con socio unico il Tesoro, ad essere licenziato ad horas doveva essere l’Amministratore Delegato che ha fatto di tutto per amplificare la denuncia del macchinista a tutto danno della FS.

1) Licenziare un sindacalista è un suicidio mediatico, è voler scatenare i media, a corto di notizie nel mese di agosto, è innescare una serie di altre interviste ad altri sindacalisti, politici e commentatori che non fanno altro che aizzare la canea degli utenti, troppo insoddisfatta delle FS, che trova così occasione per rinvangare di tutto: dal personale sudaticcio, alle file alle biglietterie, ai treni che si scassano in piena campagna e senza aria condizionata, alle tradotte usate per i pendolari.

2) L’AD, evidentemente mai sottopostosi a una seduta di media training, si espone da solo, senza l’assistenza di un ufficio relazioni con i media, quando la regola aurea è che, nelle situazioni di emergenza, è bene far dare un comunicato, per tenere buona la stampa, da un funzionario di medio livello. Ma il desiderio di protagonismo di buona parte dei nostri manager è tale che, appena vedono un microfono, si eccitano come una velina davanti alla telecamera e, ovviamente, si sbrodolano peggiorando la situazione.

3) L’errore più grave è stato quello di negare a priori e accusare di lesa ferrovia il macchinista mentre si doveva mandare un comunicato che precisava i fatti e poi convocata una conferenza stampa dove era assolutamente doveroso, per l’immagine delle FS, presentare una verità incontrovertibile, per quanto spiacevole per l’azienda. E se il macchinista aveva ragione, non negare ed anzi ringraziarlo per aver messo in evidenza carenze che sarebbero state immediatamente sanate.

4) L’ufficio relazioni con i media doveva sapere per tempo che sarebbe uscita un’intervista, se si fosse premunito di costruire una solida relazione con i giornalisti che, a fronte di dichiarazioni pericolose per l’azienda, si sarebbero preoccupati di chiedere conferme alle FS prima di sparare notizie incontrollate.

5) Le FS dicono che i  treni sono sicurissimi, cosa che può anche essere vera, il problema è che la qualità percepita dei loro servizi è così scadente che l’eventuale alta qualità effettiva non conta niente per l’utenza che, di fronte a un ennesimo vulnus all’immagine delle FS, ripesca tutte le altre precedenti figuracce fatte da loro nel tempo.

Insomma, la comunicazione nelle FS ha bisogno di una grossa messa punto, sperando che qualcuno ne abbia l’incarico perchè, da quello che si vede, sembra che i rapporti con i media non li curi nessuno.

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