Roberto Marsicano

domenica 6 giugno 2010

Roberto Marsicano.

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Pubblicità su Internet: soldi buttati

mercoledì 20 maggio 2009

Le aziende riducono i budget pubblicitari e le centrali media sono più attente a dove allocare i budget.

Esclusa la TV, che è sempre la bomba atomica dell’advertsing (per chi se la può permettere), restano gli altri media classici che soffrono i maniera differente la crisi.

La radio non è molto toccata, anzi è un media in ascesa perchè non richiede coinvolgimento dell’ascoltatore, e il successo presso i manager di Radio24 lo sta a dimostrare.

Soffrono i giornali, ed è ovvio perchè ormai sono visti come reggicoda del potere finanziario di cui non hanno saputo nè voluto svelare per tempo le magagne.

Poi c’è la novità Internet che cresce perchè i pubblicitari, passato il momento della diffidenza, si sono buttati acriticamente sul mezzo, e l’allocazione di risorse pubblicitarie è in crescita.

Ma serve la pubblicità su Internet?

Non credo e la ragione è che il web è anche un mezzo che manda notizie con la partecipazione attiva dell’utente, in parole povere Internet non è la TV, un mezzo che si usa passivamente, Internet è uno strumento che coinvolge l’utente, ed è dimostrato che interrompere quello che qualcuno sta facendo (come cercare notizie sulla rete) è il miglior sistema per far odiare un marchio.

E neanche la pubblicità generata dai motori di ricerca funziona perchè il pubblico sospetta dei consigli per gli acquisti.

Insomma, lasciate perdere banner e pop-up e utilizzate i soldi per migliorare il vostro sito web per:

– dare informazioni sui prodotti e servizi

– fornire indicazioni su come e dove comprare

– ascoltare il consumatore e i suoi consigli per migliorare prodotti, servizi e customer care


Perché bisogna avere un corporate blog

martedì 16 settembre 2008

Qualche anno fa, quando nacque la Internet, i manager si chiedevano perché dovevano avere l’e-mail. Oggi tutti hanno l’e-mail, anche se poi le legge la segretaria per il manager imbranato.

Poi ci si è chiesto se serve un sito web e, man mano che i clienti andavano online, tutti hanno voluto un sito web, anche se poi lo si usa male e non lo si aggiorna pe niente.

Oggi, nel mondo Web 2.0, dei wiki e dei blog, la domanda attuale è se la nostra azienda deve avere un blog aziendale o, come si usa dire, un corporate blog.

La risposta, più di prima, è sì! Perché un blog aziendale impatta su tutta la struttura, sia all’esterno sia all’interno di essa, su tutti i dipartimenti, tutte le funzioni, tutti gli stakeholders.

Un blog aziendale non è un altro e diverso tipo di canale di comunicazione, ma è una cosa che impatta su ogni aspetto del business e può far crescere il valore del brand molto più di una campagna pubblicitaria.

Il blog, siccome fa il ping ai motori di ricerca per chiedere di essere indicizzati, quando s’immette qualcosa di nuovo, fa crescere il google rank del nostro marchio.

Se la vostra gente migliore, quella più creativa e innovativa, scrive su un blog, finisce per attrarre altri come loro e portare nuove risorse umane che migliorano la vostra azienda.

Un blog aziendale permette di avere in funzione un sistema di ricerche di mercato continuo perché ci sono centinaia di persone che hanno opinioni sui vostri prodotti e questa è ricerca marketing gratuita; ovviamente non bisogna avere paura di quello che si dice di voi sul blog, perché allora vuol dire che avete un problema, invece bisogna ascoltare, discutere ed estrarre lezioni da quello che i vostri stakeholders dicono sul blog della vostra azienda e dei vostri prodotti.

Inoltre, la partecipazione di tante intelligenze, stimola l’innovazione da parte degli stakeholders che diventano così il vostro dipartimento innovazione, dove sono proposti nuovi prodotti, utilizzi diversi e non ipotizzati di prodotti esistenti, correzioni alle vostre pratiche commerciali, miglioramenti alla vostra customer care e apertura di nuovi mercati per le vostre idee.

Un blog serve a creare una comunità che condivide interessi, linguaggi, storie; influenza il business, fa uscire dall’opacità, porta alla trasparenza e crea un canale diretto fra voi e la gente.

Ovviamente, un blog aziendale va gestito, senza perderne mai il controllo, però senza mai censurare, ma partecipando attivamente alle discussioni, correggendo l’utenza, se propala informazioni errate, e accogliendo ogni cosa che è sottoposta e suggerita dagli stakeholders.

Il blog è un canale bidirezionale che permette a voi di dare e di ricevere preziose informazioni.

Con un blog l’azienda si apre al mondo, mostrando così di non avere niente da nascondere, ma soprattutto è il mondo che mostra all’azienda cosa vuole, quali attese ha, come vuole essere curato.

Direbbe Mao: avete modo di ascoltare il popolo per servire il popolo!