Pubblicità su Internet: soldi buttati

Le aziende riducono i budget pubblicitari e le centrali media sono più attente a dove allocare i budget.

Esclusa la TV, che è sempre la bomba atomica dell’advertsing (per chi se la può permettere), restano gli altri media classici che soffrono i maniera differente la crisi.

La radio non è molto toccata, anzi è un media in ascesa perchè non richiede coinvolgimento dell’ascoltatore, e il successo presso i manager di Radio24 lo sta a dimostrare.

Soffrono i giornali, ed è ovvio perchè ormai sono visti come reggicoda del potere finanziario di cui non hanno saputo nè voluto svelare per tempo le magagne.

Poi c’è la novità Internet che cresce perchè i pubblicitari, passato il momento della diffidenza, si sono buttati acriticamente sul mezzo, e l’allocazione di risorse pubblicitarie è in crescita.

Ma serve la pubblicità su Internet?

Non credo e la ragione è che il web è anche un mezzo che manda notizie con la partecipazione attiva dell’utente, in parole povere Internet non è la TV, un mezzo che si usa passivamente, Internet è uno strumento che coinvolge l’utente, ed è dimostrato che interrompere quello che qualcuno sta facendo (come cercare notizie sulla rete) è il miglior sistema per far odiare un marchio.

E neanche la pubblicità generata dai motori di ricerca funziona perchè il pubblico sospetta dei consigli per gli acquisti.

Insomma, lasciate perdere banner e pop-up e utilizzate i soldi per migliorare il vostro sito web per:

– dare informazioni sui prodotti e servizi

– fornire indicazioni su come e dove comprare

– ascoltare il consumatore e i suoi consigli per migliorare prodotti, servizi e customer care

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One Response to Pubblicità su Internet: soldi buttati

  1. lector ha detto:

    Tra i vari incarichi professionali ricoperti, sono stato per un paio d’anni anche amministratore delegato di una piccola società che gestiva la cartellonistica in genere e la stradale nello specifico. Dalle statistiche di settore risultava essere, seppur con largo margine, la seconda miglior forma di advertising dopo la televisione. La società affittava un cartellone stradale, in buona posizione, anche a 25.000 euro l’anno – più di un appartamento e con un roe che le lascio solo immaginare. Per non parlare della pubblicità abbinata alle coperture degli edifici in restauro nei centri storici delle varie città, grandi e piccole. Lì le cifre erano veramente da capogiro.

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