Racconta Naomi Klein in NoLogo che, avendo chiesto al CEO della NIKE qual’era il segreto del successo della sua compagnia, ne ebbe come risposta: Branding, branding, branding!
Quasi una vendetta della dea Nemesi per la scrittrice canadese nemica del logo e quindi del brand.
In un certo senso possiamo dire che la Klein, riportando questa frase, finisce per esaltare la potenza del brand come principale strumento di marketing. Quando ci racconta dei ragazzi che si fanno tatuare lo swoosh della Nike ci sta dicendo che è stato in modo permanente plugged nella testa di quel consumatore l’equazione sportsewar = Nike, ma anche I Love Nike!
Perchè è questo l’effetto positivo di un’efficace politica di branding: far innamorare perdutamente il cliente del nostro brand, in modo che sia la sua prima scelta di spesa in quel mercato ed anche oltre.
E, quando un brand è famoso, allora ci si può divertire con la brand extension, cioè allargare l’offerta di prodotti e servizi molto ad là di quello è il settore nativo del nostro brand. E funziona!
Non ne siete convinti?
Fatevi un giro a Piazzetta Liberty a Milano e date un occhio a quanti sbavano sulle vetrine del Ferrari Store.
Perchè il brand è un asset che ha un suo valore commerciale che potete vedere sulle tabelle di Interbrand.
Perciò, se si deve cominciare una forte azione di marketing, mettetevi in testa che, prima di tutto bisogna:
pompare il brand

Venerdì 19 Settembre 2008 alle 10:05 pm |
[...] If you liked this post then you may like this one [...]